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PER COMINCIARE di Renato Martinoni
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Cultura di sinistra?
Colpa della destra
Renato Martinoni


Si muovono spesso delle dure critiche alla scuola e alla cultura sulla base di una convinzione ben radicata. Sono di sinistra. Puzzano di comunismo o, per bene che vada, sono tendenziose. L’accusa non è priva di fondamento ma la cosa va spiegata dal punto di vista storico e dei contenuti. Quanto ai motivi storici. Si fa in fretta, parlando di sinistra, a dire comunismo, stalinismo, gulag, e via di seguito. In Europa, durante e subito dopo i totalitarismi, "sinistra" è stato invece spesso sinonimo di "democrazia" e prima ancora di "antifascismo". Prendiamo l’Italia. Nella radicale opposizione tra Fascismo e antifascismo, la sinistra stava da quest’ultima parte. Essere di sinistra voleva dire prima di tutto schierarsi contro la memoria nefasta e l’eredità del Ventennio. Cioè, pur con tutte le possibili contraddizioni del caso, impegnarsi per la libertà democratica e i suoi valori.
Nel dopoguerra, in Europa, il potere (politico, economico) è andato ai partiti di centro. Alla sinistra comunista, vista come un pericolo per la democrazia, non sono rimaste che le briciole: la scuola e la cultura. Non è certo un caso, guardiamo all’Italia, che l’intellighenzia sia stata e sia costituita tuttora da chi si rifà ai valori veri o presunti della sinistra. Basterà fare i nomi, se parliamo di scrittori, di Vittorini, Pavese, Pasolini, Eco, Camilleri. Che poi anche la sinistra, una volta sentito il profumo del potere, abbia tradito i vecchi ideali, è un dato di fatto.
Succede però che da alcuni decenni in qua destra e sinistra sono diventate parole, almeno per chi sta fuori dalle gabbie ideologiche, prive di significato. Che vuol dire "di destra"? E "di sinistra"? Nulla a che vedere con i fondamenti del comunismo. Semmai può contare una certa inclinazione a difendere le classi meno abbienti. Anche se oramai quelli "di sinistra" non sono troppo diversi da quelli "di destra" e non fanno molto per rinunciare ai propri privilegi. Da noi certa sinistra radicale è finita nel mondo cattolico. Misteri del mondo. Miracoli del cielo. Difficile orientarsi in questo bailamme. Tornando all’argomento. La destra lamenta il fatto che la cultura è "di sinistra". Ma ha le sue belle colpe, la destra. Ha spesso considerato la cultura come merce di poco conto (è nota la definizione di un politico democristiano che parlava con disprezzo di "culturame"). Sull’altro fronte sta la faziosità di certa cultura "di sinistra" che non ammette alternative. O sei con noi o sei contro di noi. Fatto sta che non è vero che la cultura, di per sé, è più di sinistra che di destra. La cultura è cultura e la qualità della cultura, oggi come oggi, non ha colori politici. A importare è il pluralismo. E la serietà del lavoro.
18-02-2018 01:00

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