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Il greggio americano
più competitivo in Ue
Loretta Napoleoni


Gira voce che sul mercato del petrolio stiano tornando i tempi d’oro, quando il prezzo del greggio non faceva che salire, ma alla luce delle anomalie riscontrate a maggio in Europa quest’ottimismo sembra fuori luogo.
Lo scorso mese, infatti, 12,9 milioni di barili, pari al 26% di tutto lo stoccaggio "galleggiante" era fermo nelle stive delle petroliere al largo delle coste europee. Per avere un’idea di quanto alte queste cifre siano basta menzionare che, sempre a maggio, nella regione Asia-Pacifico il totale dello stoccaggio in mare era 9,7 milioni di barili. I dati provengono da Vortexa, think-tank che analizza il mercato energetico.
È la prima volta dalla fine del 2015 che il vecchio continente si aggiudica questo primato. Nei due mesi precedenti, e cioè a marzo e aprile di quest’anno, la situazione era ben diversa. Lungo le coste europee navigava appena il 10 per cento del petrolio mondiale, contro il 40 per cento della regione Asia-Pacifico. Che cosa è successo?
L’aumento del prezzo del petrolio ha riacceso la produzione americana chi utilizza il fracking. Tutto ciò ha ridotto i differenziali tra il Wti, West Texas Intermediate, prezzo di riferimento del mercato americano, e il Brent, indicatore di quello del resto del mondo. Il Brent comanda un premio rispetto al Wti che nel primo trimestre del 2018 era 5 dollari ed a maggio 11. È bastato questo a rendere il petrolio americano molto più competitivo in Europa ed in Asia. Ed infatti le esportazioni a maggio sono salite a 2,5 milioni di barili al giorno, il doppio rispetto all’inizio dell’anno.
I primi ad approfittare dei nuovi prezzi sono stati i cinesi ed i Paesi asiatici che hanno sostituito il greggio americano a quello proveniente dal Medio Oriente e dall’Africa. E questo spiega la riduzione del numero di petroliere in navigazione verso la regione Asia-Pacifico. Poichè l’Europa è stata più lenta, a maggio il flusso di approvvigionamento dalla Nigeria e dall’Angola non si è interrotto.
A differenza della maggior parte delle materie prime, il petrolio viene acquistato e venduto mentre naviga. È perfettamente normale che una petroliera salpi senza un acquirente, specialmente se è diretta verso mercati di sbocco tradizionali, nel caso della Nigeria e dell’Angola l’Europa. Ed infatti, la maggior parte dei 12,9 milioni di barili di greggio al largo delle coste Europee proviene proprio da questi Paesi. Almeno per un altro mese, dunque, l’alto stoccaggio in Europa dovrebbe mantenere il prezzo del petrolio a livelli contenuti.
17-06-2018 01:00

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