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IL PUNTO di Gerhard Lob
Immagini articolo
Le tigri tamil mostrano
i limiti della legge
Gerhard Lob


In caso di criminalità organizzata il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) deve indagare. Così vuole la legge. Ma la Procura federale dovrebbe tuttavia avere abbastanza elementi concreti per portare avanti un’indagine. Altrimenti è meglio lasciar perdere. Oppure va a finire come nel caso dei tamil. Già! Questa settimana il Tribunale penale federale a Bellinzona ha pronunciato una sentenza nel procedimento contro 13 persone accusate dal Mpc di aver spalleggiato finanziariamente le Tigri tamil, gruppo ribelle nella guerra civile dello Sri Lanka, una guerra finita quasi dieci anni fa - nel 2009 - con una sconfitta della minoranza tamil. Erano accusate di partecipazione e sostegno ad un organizzazione criminale. Ma tutti sono stati prosciolti da questo capo d’accusa.
La motivazione della corte era importantissima, visto che si trattava di capire se il gruppo Tigri di liberazione dell’Eelam tamil (Ltte) fosse un movimento di liberazione oppure una organizzazione criminale. In caso di condanna la sentenza avrebbe potuto creare un precedente anche per i sostenitori di altri movimenti che lottano per la loro libertà e indipendenza, ad esempio il Pkk curdo oppure l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp).
La corte è stata chiara. In mancanza di prove valide non ha potuto accertare un solo elemento previsto dall’articolo 260ter del Codice penale (organizzazione criminale) applicabile al World tamil coordination comitee (Wtcc) a Zurigo, una specie di braccio elvetico delle Tigri di liberazione (Ltte). Vuol dire che la struttura di questa organizzazione e i suoi componenti non erano segreti, l’organizzazione non aveva lo scopo di commettere atti di violenza criminale oppure di arricchirsi con mezzi criminali. In effetti: il Wttc era ben noto in Svizzera.
La sentenza è dunque una sconfitta per il Mpc che ha svolto indagini per ben 9 anni. E anche la fattura è salata: il procedimento ha creato costi per 4 milioni di franchi (più spese per avvocati d’ufficio e indennità). Alcuni giuristi avevano già detto prima del processo che non è compito di un tribunale svizzero criminalizzare una parte in causa in una guerra civile lontana da noi. E anche il giudice, in sostanza, ha criticato il Mpc per il tentativo di valutare un retroscena della guerra civile nello Sri Lanka. Evidentemente la Procura federale non ha dato questa interpretazione. Ha voluto vedere fino a che punto si può andare avanti applicando il nostro codice penale. Ma non è arrivata lontano.
17-06-2018 01:00

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