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19.02.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da martedì 19 febbraio 2019 alle ore 09.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
06.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 18 febbraio prossimo
01.02.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 1° febbraio 2019 alle ore 9:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
30.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2018
29.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole medie superiori per il periodo 2019-2023
28.01.2019
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18.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, dicembre 2018
15.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole professionali secondarie e superiori per il periodo 2019-2023
09.01.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 21 gennaio prossimo

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IL COMMENTO di Lillo Alaimo
Il sonnanbulismo
della politica
Lillo Alaimo


La politica ha dormito. E sta dormendo. Vuoi mai a poche settimane dalle elezioni cantonali toccare temi delicati che possono, così, d’un tratto, farti perdere preziose manciate di voti! E il rischio è grande quando in ballo ci sono argomenti per cui gran parte decide e sceglie con la pancia.
La strategia facile facile è quella del silenzio dinanzi alla questione Cardiocentro che, comunque vada, con questa o quella autonomia sarà integrato nell’Ente ospedaliero (Eoc) entro il 2021. Questo è ciò che accadrà. Il Cardiocentro sarà parte integrante dell’Ente, ma con quale grado di libertà finanziaria ancora non è dato sapere. Sì, perché la ragione dell’insensato braccio di ferro fra Cardio ed Eoc sta tutta qua.
Tutta qua dato che l’Eoc ha più volte detto che la struttura sanitaria luganese, oggi privata, avrà tutta la libertà clinica, decisionale e amministrativa possibile.
Su questa linea, anche se in modo forse poco chiaro, è stato nei mesi scorsi anche il governo cantonale. Compatto - sì, cinque su cinque - ha scritto al Cardio offrendo addirittura una fase transitoria di cinque anni.
Un’integrazione soft, graduale a garanzia di tutta la dirigenza e di tutti gli impiegati.  Detto ciò la politica, salvo qualche solitaria e scriteriata sortita di candidati in cerca di visibilità, altro non ha prodotto. Tutti in imbarazzo. A partire dal direttore del Dipartimento della sanità, Paolo Beltraminelli, che a Lugano si gioca gran parte della sua partita elettorale. E che da tempo ormai è inviso al Cardio, né più né meno comunque dei suoi colleghi di governo, rei di condividere e sottoscrivere il progetto di acquisizione dell’"ospedale del cuore".
Liberali e popolari democratici sono apparentemente combattuti. Ma la maggioranza sa che non c’è alternativa alla morte della Fondazione che gestisce il Cardiocentro dal 1995. E che la legge, voluta dai cittadini solo tre anni fa, non permette nella sanità alcuna collaborazione fra pubblico e privato oltre ciò che già esiste. E soprattutto sanno che all’interno dell’Eoc il Cardiocentro troverebbe nuova vita e nuovo lustro, contribuendo ad arricchire la rete sanitaria ticinese sempre più legata alla formazione universitaria.
E la Lega? Tace da mesi. Il presidente dell’Ente ospedaliero, Paolo Sanvido, arriva dalle loro fila. La sua determinazione a concretizzare, fianco a fianco al governo, i piani di sviluppo dell’Eoc è stata una sorpresa per molti. Soprattutto perché in una precedente vita sedeva nel consiglio di amministrazione del Cardio. E il professor Tiziano Moccetti, promotore instancabile della struttura sanitaria luganese, questa sorta di cambio di casacca non gliel’ha perdonata.
La Lega è combattuta. Per mesi ha evitato di pubblicare sul suo giornale anche solo mezza riga e il sindaco di Lugano, il leghista Marco Borradori, ha più volte sottolineato che il suo sostegno al Cardio è a titolo personale. Insomma, Borradori schiaccia l’occhio a Moccetti ma si tiene a distanza. A distanza nonostante i vertici del Cardio abbiano cercato un dialogo con la Lega nominando nella Fondazione il piccolo Bignasca, Boris.
E poi c’è la sinistra, con in testa il Ps, schierata a sostegno dei progetti dell’Eoc. Ma per ora, sino a che non passa la tempesta delle elezioni, il supporto... è discreto. Non si sa mai!
Il Ticino della politica sonnambula - a dipendenza delle convenienze del momento - se ne sta imbarazzato e in silenzio a guardare l’insensato braccio di ferro fra Ente e Cardio. In silenzio, come a dire che della rete sanitaria creata dall’Eoc in decenni di lavoro, alla politica (per ora) non importa. Accada quel che accada, noi dobbiamo raccoglier consensi e voti per le elezioni di aprile. Parleremo a primavera inoltrata.
L’Eoc, ci sbaglieremo, è stato lasciato solo per convenienza elettorale. E a portare avanti questa battaglia, perché tale purtroppo è diventata, sono rimasti il consiglio di amministrazione e la direzione dell’Ente. Hanno individuato falle finanziarie rilevanti nella gestione del Cardiocentro (risultati di esercizio in rosso per quasi 30 milioni negli ultimi cinque anni); hanno evidenziato una ricerca scientifica onerosa ma con risultati molto modesti; hanno messo a punto un progetto di alto livello per far crescere il Cardio e trasformarlo in un vero e proprio Istituto, alla stregua di quello Oncologico e del Neurocentro. Ma… niente da fare! Al Cardiocentro evidentemente considerano l’Eoc, circa seimila dipendenti, un manipolo di incapaci.

Post scriptum. È stato inopportuno il messaggio inviato dal presidente dell’Eoc, Paolo Sanvido, al coprimario del Cardiocentro, Giovanni Pedrazzini, di cui si è saputo l’altro giorno. Se il medico, evidentemente amico o buon conoscente, ricevuto quell’sms privato e in tono colloquiale (un attestato di stima e un’apertura per un possibile inquadramento professionale nell’Ente) ha lasciato che il Cardio segnalasse la cosa al governo e alla magistratura…, beh, significa proprio che le tensioni fra Ente e Cardio sono incandescenti. Ma soprattutto vuol dire che la politica è tempo che esca dal ridotto elettorale e faccia la sua parte in difesa dell’interesse collettivo.

alaimo@caffe.ch
17-02-2019 01:00
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