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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
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Gli ultracentenari
tra Bibbia e futuro
Renato Martinoni


Racconta la Bibbia che alcuni uomini, non si sa dire se fortunati oppure no, sono vissuti, non per qualche decennio, come capita a noi, ma addirittura per secoli. Adamo, il primo bipede a calcare le vie disastrate di questa terra, è campato la sua bella parte, morendo alla veneranda età di 930 anni. Chissà quanto pane avrà mangiato e quanta acqua avrà bevuto. E quante volte avrà visto il sole tramontare. Suo figlio Set se ne è andato a 912 anni. Enos, figlio di Set, e abiatico di Adamo, a 905. Matusalem a 969. Negli anni Settanta del secolo passato i genitori venivano chiamati dai loro figli, che qualche nome biblico dovevano ricordarlo, "Matusa". Anche se avevano cinquant’anni. Così come ai tempi che Berta filava i figli chiamavano "antico" il padre e "antica" la madre. Segno che la pur modesta differenza d’età veniva percepita come qualcosa di importante.
Narra ancora la Bibbia che Adamo ha generato un figlio all’età di centotrent’anni. Set lo ha fatto quando di anni ne aveva 105. Matusalem a 187. Il buon Noè ha messo al mondo i suoi tre pargoli, Sem Cam e Jafet, gli antenati degli Africani, degli Asiatici e degli Europei, addirittura a 500 anni d’età. "Quanti anni ha vostro padre?", avrà chiesto qualcuno ai tre. "Cinquecentotrenta", avranno risposto tutti fieri i figli. Roba da far rizzare i capelli, se ancora li hanno, a quelli che il Viagra lo tengono sul comò. Meno ardito il re Davide. Vecchio e malandato, né le coperte né i braceri riuscivano più a tenere lontano il freddo, ha visto una giovinetta stendersi in fondo al letto. Così, grazie alla pollastrella, almeno i piedi al caldo li aveva.
La storia di queste figure bibliche sembra anticipare il mondo che verrà. I nostri pronipoti, con il progresso, vivranno per alcuni secoli. Saranno tanto in gamba da correre dietro alle sottane dopo avere soffiato su tre o quattrocento candeline? Per loro la vita sarà bella o noiosa? E quale ruolo avrà la memoria? Non sarà semplice guardarsi indietro, per centinaia di anni, fino al tempo dell’infanzia, e vedere un mondo che da così sarà diventato cosà. Dev’essere successo a Adamo che ha avuto quasi mille anni per ripensare alla cacciata dal Paradiso e alla tragica fine di Abele ucciso da Caino. Intanto, per preparare il futuro, si sta pensando di spostare la "terza" età dai sessantacinque ai settantacinque anni. Sono sempre tanti, se pensiamo che in America Colombo vedeva soltanto persone belle di corpo perché giovani di età. Morivano tutte a trent’anni. Sono pochi se pensiamo a Matusalemme e ai nostri fortunati discendenti. Per ora, a tenerci a galla, c’è la chirurgia estetica. Il resto della storia potrà invece essere raccontato in questa rubrica soltanto fra alcuni secoli.
09-12-2018 01:00
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