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Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2020
12.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, aprile 2020
08.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Dati settimanali provvisori sui decessi, Ticino e Svizzera, stato al 5.5.2020
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Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, aprile 2020
30.04.2020
Pubblicato il Rendiconto 2019 del Consiglio di Stato
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Loretta Napoleoni
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Ripartenza a singhiozzo
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Lorenzo Cremonesi
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Guido Olimpio
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Il braccio del Sultano
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Filippo Ceccarelli
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Il governo MaZinga
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Luigi Bonanate
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Primavera di tensioni
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Elisabetta Moro
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Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
DIARIO di Giuseppe Zois
Dove passa la frontiera
delle nostre certezze
Giuseppe Zois


Caro Diario,
è vero che il virus senza fissa dimora si è propagato con squarciante aggressività. Concediamo pure abbondanza di attenuanti, ma qualche responsabile oltre al repellente pipistrello dovrà rispondere del disastro planetario. Una protagonista assoluta e riconosciuta è stata l’incertezza e a scatenarla troviamo la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità: che prima ha bagatellizzato, poi s’è accorta trattarsi di una dirompente pandemia. Ora, dall’interno della stessa Oms riunita a Ginevra per l’assemblea annuale, ben 116 Paesi chiedono un’inchiesta internazionale. La Cina, su cui si addensano molti sospetti, quanto meno per i ritardi nella comunicazione, vuole fissare i tempi. Dopo gli indizi, si arriverà anche a qualche colpevole?
LO SLALOM dell’incertezza prosegue. Si è visto di tutto e di più e non si sa che cos’altro ha in serbo il Fato. Prendiamo le mascherine: protettive bipartisan o superflue? Il tiro alla fune tra favorevoli e contrari continua, ma un esito comunque c’è: si è costretti a girare con bendaggi depandemizzanti. Dal festival dei guanti, altro accessorio imposto persino ai preti nella distribuzione delle particole, si è arrivati al siringone con candeggina di Trump. A seguire: i tormentoni della borsa della spesa per gli over 65, con puntuale disputa sulla costituzionalità del divieto; poi gli esami sì-però-forse. Quindi gran quesito sul destino del covid-19: lo debellerà il caldo o bisognerà aspettare il vaccino? Non sarà troppo tardi?
ANCHE LA RIPARTENZA è ondivaga. Si va per fasi a tempistica variabile. Berna annuncia la riapertura delle frontiere con Francia, Germania e Austria dal 15 giugno; alla luce del decorso favorevole, si anticipa al 3. Dirimente sarà il test dei tamponi: se gli agguati del virus rimontano, si potrà riconsiderare la data. In tutto questo turbinio, l’Italia si muove e decide unilateralmente per il 3, con irritazione di Parigi, Berna, ecc. E le vacanze? Forse per quest’anno, con tutte le manfrine che si annunciano, meglio andarsene in un villaggio delle nostre valli, che è anche una risposta intelligente all’altra pandemia, quella economica.
LE COSE CAMBIANO in fretta nella modernità. Fino al febbraio scorso, una diffusa idea (o illusione) di libertà passava dal binomio consumi-felicità. Ma quanto si è liberi sotto la spinta dell’offerta? Molti oracoli ci hanno detto che dopo il coronavirus nulla sarà come prima. Resta arduo indovinare se il cambiamento vaticinato sarà in positivo come qualcuno si augura o anche in negativo, come qualcuno invece teme. Ciascuno potrà fare il test alla perentorietà della palingenesi comportamentale prevista. Esistono fondati motivi per dubitarne. Alla faccia della certezza.
23-05-2020 22:38

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