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DIARIO di Giuseppe Zois
Immagini articolo
La paurosa crescita
del disprezzo on line
Giuseppe Zois


Caro Diario,&softReturn;pare non esserci limite al peggio e la comunicazione fa da allarmante barometro di quest’andazzo. L’analisi di oltre 700 mila commenti di lettori postati in sette mesi (giugno 2017-gennaio 2018) sui portali di alcuni autorevoli giornali, ha dato esiti che devono far pensare. Intanto gli addetti al "filtraggio" hanno dovuto censurare oltre 200 mila (!) commenti, il 29% del totale, per il loro contenuto impubblicabile, infarcito di ingiurie, volgarità, impudenze, razzismo. In sintesi: immaturità e inciviltà.
L’ORDA dei tiratori con la mano velata non ha risparmiato nessuno, accanendosi ancor più veemente contro l’istituzione più alta, il Consiglio Federale e i 7 saggi. La più bersagliata è stata Simonetta Sommaruga, che ha preceduto nell’ordine i colleghi Schneider-Amman, Leuthard, Berset. Se la sono cavata positivamente Cassis, Maurer, Parmelin. Conforta sapere che per Cassis (effetto novità) e i due consiglieri Udc la critica si è mossa "a un più alto livello". I dipartimenti "sensibili" hanno pagato il pedaggio più caro: migranti e asilo da una parte, radio-tv dall’altra, con immancabili punte di sessismo. Figurarsi. Colpito anche il Consiglio Nazionale: ne sanno qualcosa la ginevrina Céline Amaudruz e la zurighese Natalie Rickli.
IL PROBLEMA è come trovare argini efficaci di contenimento del degrado versione horror, dove l’eccesso è la regola. La rete è diventata un collettore abituale di insulti, sfoghi di rancore, attacchi con la copertura dell’anonimato. L’odio è un sentimento sempre in piedi.
EVIDENTE che i politici sono i più esposti e vulnerabili, ma tutti coloro che hanno una qualche visibilità sono a rischio. C’è da chiedersi che cosa sia avvenuto per scatenare tutta quest’alluvione di tracotanza verbale. Con tale gragnola di attacchi, non c’è poi da meravigliarsi della costante emorragia di responsabilità. Chi se la sente di assumersi un impegno di servizio, di dedizione alla causa pubblica, quando il populismo ripaga - come minimo - con la cultura del sospetto (se lo fa, vuol dire che avrà il suo tornaconto)? Non tutti sono attrezzati per resistere all’offensiva di tribuni dell’oltraggio seriale.
VERSO LA FINE degli anni Ottanta, quando internet muoveva i primi passi del fenomeno che è poi diventato, in impetuosa espansione, ci fu chi scrisse che nel Consiglio Federale ci si divertiva, a turno, quando un collega era assalito da uno sciame d’api. Adesso, al confronto, ronzano i calabroni. La maggioranza della gente per fortuna sa ancora discernere e non è incline a fare di ogni erba un fascio. Intanto però si sono già perse per strada troppe intelligenze, troppe energie utili al Paese per costruire con il loro apporto una società invece di minarla alle fondamenta.
18-02-2018 01:00

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