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MOSTRA di Claudio Guarda
L’erudita ricostruzione
di un mondo ideale
Claudio Guarda


Archeologo, nonché grande storico dell’arte, J.J. Winckelmann (1717-1768) e A.R. Mengs (1728-1779), anche lui tedesco e pittore, sono i due grandi iniziatori del Neoclassicismo settecentesco. Con opere fondamentali di teoria e di analisi quali "Pensieri sulla bellezza e sul gusto nella pittura", scritta da Mengs nel 1762 e la celebre "Storia dell’arte dell’antichità" del 1767, opera ultima di Winckelmann, edita a Dresda un anno prima della sua morte, in contemporanea con il ponderoso volume dei "Monumenti antichi inediti" pubblicato a Roma addirittura a sue spese. E proprio su quest’opera di dotta erudizione e meticolosa raffigurazione si concentra la rassegna in corso al m.a.x museo di Chiasso.
Prima di entrare nel merito della rassegna, però, vale la pena di ricordare - in tempi come i nostri - che il Neoclassicismo di cui parliamo (a differenza di altri celebri ritorni al mondo classico, vedi il Rinascimento) rappresenta la conclusione di un lungo processo iniziato nel Cinquecento e perdurato fino a metà Ottocento, in cui, non gli "italiani", ma le anime colte del continente europeo scoprono e assumono come proprie le lontane nobili radici dell’antichità greco-romana. Il Neoclassicismo di cui ci occupiamo, quindi, altro non è se non il punto di arrivo di una lunga elaborazione di identificazione e specchiamento, incrementata da importantissimi ritrovamenti e scavi archeologici come quelli connessi alla riscoperta di Ercolano e Pompei tra il 1738 e il 1765.
L’intera produzione scritta del Winckelmann in questo senso diventa un punto di riferimento esemplare. Uomo di cultura enciclopedica, egli non contribuisce solo a determinare un gusto che poi si diffonde in tutta Europa, ma trova proprio nel mondo antico i fondamenti per una teorizzazione dell’arte come storia ed estetica fondate sulla rigorosa classificazione e lettura dei reperti archeologici e come erudita ricostruzione di un mondo ideale. A 300 anni dalla sua nascita il m.a.x museo gli rende omaggio con un’ampia esposizione dove, accanto alle oltre duecento grafiche dei "Monumenti", figurano manoscritti, matrici in rame e reperti archeologici provenienti dal Museo archeologico nazionale di Napoli, che accoglierà poi questa stessa rassegna.
26-02-2017 01:00


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