Dello stesso autore
di 0
IL DOSSIER


I fatti e le opinioni
sulle vicende S.Anna
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

La polizia e il migrante,
i perchè di una tragedia
L'INCHIESTA

Sono 85 mila i ticinesi
tartassati dalle Casse
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Ora aleggia il fantasma
del camionista polacco
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Dietro le autonomie
solo forza economica
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
I nuovi pirati del mare
sono gli scafisti armati
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Da al Quaeda a Isis
tutto si è semplificato
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il secessionismo
scuote l'Europa
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Il colore "pervinca"
emblema di artificio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
13.10.2017
Concorso letterario "Castelli di carta" – Cerimonia di premiazione, martedì 24 ottobre 2017, ore 18.30
13.10.2017
Aggiornata la pagina Protezione ABC con la pubblicazione dei dati statistici inerenti gli interventi del picchetto NOI nel 2016 [www.ti.ch/protezioneabc]
04.10.2017
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 16 ottobre 2017.
28.09.2017
Pubblicati i dati statistici del passaggio di autobotti con merci pericolose sull'autostrada A2 presso Coldrerio nel 2016 [www.ti.ch/protezioneabc]
26.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2017
25.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2017
18.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2017
14.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2017
11.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, luglio e secondo trimestre 2017
07.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, secondo trimestre 2017

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio



Guido Olimpio
Da al Quaeda a Isis
tutto si è semplificato
Guido Olimpio
Chi è
Si occupa di terrorismo internazionale e Medio Oriente, lavora al "Corriere della Sera" come inviato negli Stati Uniti
L’erba cattiva si taglia, ma le radici restano e durano nel tempo. Per questo il terrorismo è tornato ad insanguinare la Spagna, colpita in modo violento nel lontano 2004 con le bombe sui treni. Allora fu al Qaeda, adesso un gruppo di simpatizzanti dell’Isis. Due mondi vicini e separati al tempo stesso, uniti dalla voglia di sterminare gli "infedeli". Con differenze e punti di contatto che proviamo a esplorare.
I seguaci di Osama avevano molto tempo e ne dedicavano tanto alla preparazione. In modo quasi ossessivo, attenti a chi arruolavano, molti osservanti delle regole, con la necessità di avere sempre un "emiro" all’interno della cellula. Bin Laden e i suoi luogotenenti era quasi maniaci nella preparazione di un attacco, per la semplice ragione che non volevano fallire. Dunque c’era un rigore nel setacciare le reclute, sceglievano i migliori, i "soldati perfetti", come Mohammed Atta, il leader del commando dell’11 settembre. E non si può dire che fosse una tattica sbagliata. Con una progressione letale hanno messo a segno attacchi devastanti: il primo contro le Torri Gemelle nel ‘93, quindi in Egitto e Pakistan, poi in Africa (estate ‘98, contro due ambasciate Usa), a chiudere le Twin Towers e il volo United 93. L’apice ha segnato anche l’inizio di un declino operativo, ma non di una scomparsa. Proprio a Madrid, alla stazione di Atocha, hanno dimostrato di aver ancora uomini e munizioni.
Con il passare degli anni e le difficoltà ad operare - Osama costretto a vivere in clandestinità -, al Qaeda ha cercato di leccarsi le ferite pensando al domani. E poco prima di essere ucciso, il fondatore della fazione aveva cambiato idea: basta con piani complessi, aveva scritto ai suoi in una sorta di testamento operativo. E quell’idea è stata ripresa, con vigore e scaltrezza, dallo Stato islamico.
Gli "ufficiali" del Califfo non perdono tempo, la loro ossessione non è la preparazione ma l’esecuzione. Da qui ordini generici con una priorità: agire ad ogni costo, con qualsiasi mezzo e ovunque sia possibile. È chiaro che nonostante la propaganda, l’Isis ha una struttura relativa, che a volte può uccidere usando un commando (vedi Parigi), ma di solito si affida ad affiliati che hanno "visto" la Jihad solo in una realtà virtuale, sul web. La conseguenza è un terrore a basso costo, che però fa danni anche solo usando un furgone lanciato sulla folla. La forza sta nella volontà di ripetere questi gesti all’infinito, a prescindere da quello che accade in Iraq o in Siria. È una strategia che paga. Se lo Stato Islamico perde continuamente terreno non significa che non sia in grado di pugnalarci in casa. Anche perché ha sviluppato il sistema del controllo remoto: può guidare da lontano i suoi mujaheddin. Il livello di pericolosità cambia a seconda delle possibilità. Questo per dire che non sarebbe una sorpresa se domani, insieme ai "cani randagi" protagonisti delle azioni di questi mesi, rispuntassero in Europa i veterani del conflitto siro-iracheno. E allora le conseguenze sarebbero ben peggiori.
20-08-2017 01:00


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra:
auto piomba
sul marciapiede,
diversi feriti

Russia:
Onda di proteste
anti-Putin finisce
in repressione