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BENESSERE di Patrizia Guenzi
Immagini articolo
I vantaggi e i danni
di vitamine e integratori
Patrizia Guenzi


Inutili? Non del tutto. Dopo anni di discussioni ancora si parla di integratori. Fanno bene, fanno male? Chi sostiene siano fondamentali per il nostro benessere psicofisico, chi li reputa invece soltanto un enorme spreco di denaro (sempre il nostro). Molto probabilmente, come in tutte le cose, la verità sta nel mezzo. Zinco, vitamina E e B (soprattutto per i vegetariani) sarebbe meglio assicurarsi di assumerne in dosi sufficienti. Qualche perplessità, invece, ad esempio per il Gingko biloba, il Ginseng e le compresse di olio di pesce. Fatto è che il business delle cosiddette "pillole per la salute" è a nove zeri. In tutto il mondo si registra una crescita della spesa attorno al 5 per cento. Lo sanno bene le aziende chimiche Lonza, Nestlé, Pfizer e altri colossi del settore.
Vitamine, calcio, sali minerali, antiossidanti. Una routine quotidiana per sempre più persone, convinte così di proteggere l’organismo dallo stress, dagli acciacchi del tempo, dall’inquinamento e di vivere più a lungo. Una routine che in realtà comporterebbe più danni che vantaggi. Recentemente uno studio di alcuni scienziati canadesi dell’Università di Toronto ha dimostrato che gli integratori più comuni contenenti vitamina C, vitamina D, calcio e altri composti non offrono alcuna protezione dalle patologie cardiovascolari. Gli unici a garantire una moderata o minima protezione sono risultati essere l’acido folico e le vitamine B. Fatto è che la Lonza non si limita a capsule e compresse, ma produce anche barrette di cereali, bevande energizzanti, yogurt con "aggiunte salutari", per un fatturato annuo di 450 miliardi di franchi. Oltre ai colossi Lonza, Nestlé, Pfizer, Procter&Gamble, tante sono le piccole e medie imprese interessate al settore. Non solo le persone comuni pensano che assumere integratori faccia bene, anche esperti del settore della salute spesso e volentieri li propongono.
"Sono un’idiozia, non servono a niente!". Non usa mezzi termini Matteo Giannattasio, medico e agronomo, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, per definire l’(in)utilità degli integratori. E spiega: "Se una persona ha un’alimentazione variata, se mangia di tutto non hanno alcun senso. Non solo. Molto spesso sono farciti di additivi, come coloranti e conservanti, che possono anche sviluppare allergie o intolleranze". Insomma, nessuna (o ben poche) proprietà terapeutiche e men che meno in grado di prevenire malattie. Non solo. Molti integratori multivitaminici in commercio sono totalmente sintetici, hanno un dosaggio troppo basso e troppi additivi pericolosi.
A smontare i benefici di integratori e multivitaminici anche una recente ricerca del St. Michael’s Hospital e dell’Università di Toronto che ha analizzato oltre 170 studi clinici su vitamine e integratori. Risultato, non avrebbero alcun effetto apprezzabile sulla salute cardiovascolare. Gli studiosi infatti si sono detti  sorpresi di avere individuato così pochi effetti positivi per gli integratori maggiormente diffusi. "Ma certo - riprende Giannattasio - prodotti multivitaminici e integratori sono soprattutto una moda. Una moda, ripeto, priva di reali effetti positivi sulla salute".
Unica eccezione, stando allo studio del St. Michael’s Hospital e dell’Università di Toronto, l’acido folico. Sia assunto da solo che in combinazione con la vitamina B avrebbe dimostrato concretamente la capacità di diminuire i rischi di sviluppare disturbi cardiovascolari e ictus. Niacina e antiossidanti vari, invece, potrebbero addirittura avere un piccolo, ma significativo, effetto negativo.

pguenzi@caffe.ch
13-01-2019 01:00

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